Mastoplastica Additiva con Grasso Autologo
(Lipostrutturazione mammaria)

L'impiego del proprio grasso come materiale di riempimento è una metodica che risale al XIX secolo tuttavia solo recentemente si è giunti a stabilire le modalità corrette per impiegare il tessuto adiposo evitando al tempo stesso un suo rapido riassorbimento.

Attualmente il tessuto adiposo viene prelevato mediante una delicata lipoaspirazione nei pazienti da aree corporee che ne sono naturalmente maggiormente fornite quali ad esempio le aree trocanteriche, i quadranti superiori ed inferiori dell'addome, l'interno della coscia del ginocchio e la regione glutea. Il grasso prelevato contiene un elevato numero di cellule staminali in grado di sviluppare nuovi adipociti ed altre linee cellulari una volta effettuato il trasferimento nelle aree riceventi (lipofilling).
Questa tecnica viene comunemente e largamente utilizzata nella chirurgia ricostruttiva mammaria per correggere distorsioni estetiche e deficit volumetrici di mammella sottoposte alla asportazione di neoplasie benigne o maligne.

Gli ottimi risultati che sono stati osservati in questo tipo di chirurgia rigenerativa mammaria hanno consentito di estendere le indicazioni del lipofilling anche nella mastoplastica additiva per il trattamento di mammelle ipoplasiche. La premessa per il trattamento di queste pazienti è ovviamente la presenza di cuscinetti adiposi utilizzabili come area di prelievo del grasso da trasferire.
brava per sito
Piccoli aumenti volumetrici (50-100 cc) possono essere effettuati senza particolari preparazioni delle pazienti che dovranno limitarsi a evitare il fumo nei 30 giorni precedenti l'intervento e evitare la assunzione di aspirina nei 15 giorni precedenti. Nei casi nei quali venga pianificato un aumento volumetrico superiore a 100 cc per ciascuna mammella potrà essere consigliabile preparare le mammelle mediante la applicazione non continuativa, per circa 2-4 settimane prima e dopo l'intervento,  di una specifica apparecchiatura (BRAVA system) che esercita una pressione negativa sulla regione mammaria migliorando la irrorazione ematica delle mammelle utile per un miglior attecchimento del grasso.

L'intervento viene preceduto da uno ecografia mammaria, da una mammografia e, se necessario, da una risonanza magnetica delle mammelle. Questi accertamenti serviranno ad escludere eventuali patologie mammarie che possono richiedere un loro preventivo trattamento e per fornire una base per il follow up oncologico delle mammelle nel periodo postoperatorio.


POSSIBILI COMPLICANZE

Complicanze generiche legate alle anestesie locali o generali sono possibili per qualsiasi intervento chirurgico. In pazienti in buone condizioni generali, e con parametri vitali ottimizzati da eventuali preparazioni specifiche,  le complicanze importanti potranno essere ridotte ad eventi estremamente rari.

Le complicanze specifiche del lipofilling sono rappresentate da ecchimosi, che possono verificarsi sia nella zona donatrice che in quella ricevente, infezioni, irregolarità cutanee,  ipocorrezioni ed ipercorrezioni temporanee. Tutte queste complicanze sono nel complesso rare e suscettibili di risoluzione mediante terapie farmacologiche o chirurgiche.

Fenomeni specifici che possono seguire un intervento di lipofilling nella regione mammaria sono rappresentati da cisti a contenuto lipidico (oil cyst), calcificazioni (diverse da quelle osservabili in conseguenza dello sviluppo di una neoplasia mammaria), e nodularità  palpabili. Queste complicanze raramente richiedono un trattamento chirurgico ma solo dei controlli periodici nel tempo.

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